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Il drone assolve a molte funzioni, anche se è diventato drammaticamente famoso in questi ultimi tempi di guerra. Gli usi civili sono, però, molteplici: dai rilievi scientifici su terreni e superfici impervie, agli usi in agricoltura. Fra queste funzioni vi è pure la fotografia aerea. Dopo le riprese dalla mongolfiera di Nadar sulla Parigi ottocentesca e, per rimanere in ambito locale, quelle di Vittorio Cicala sulla Voghera del 1907, la fotografia aerea ha avuto uno sviluppo continuo, sino ad arrivare all’utilizzo del drone. Il drone ha aumentato le possibilità di ripresa diventando, per versatilità e facilità d’uso, il mezzo più congeniale per le riprese dall’alto, cambiando, negli ultimi anni, la visione del territorio. Un diverso punto di vista cambia completamente la percezione che abbiamo dei luoghi e delle città. Le vedute non appaiono più statiche e convenzionali, ma acquistano un diverso dinamismo che le trasforma in nuove immagini. Il lavoro compiuto da Francesco Bianco e da Fabio Draghi è una ricognizione in volo sull’Oltrepò Pavese. Partendo da Voghera vengono sfiorati vari borghi, cogliendo le atmosfere suggerite dalle luci del giorno e della notte, dall’alternarsi delle stagioni, dalla morfologia del territorio. Suggestioni visive a cui Fabio Draghi ha dato voce, attraverso precise indicazioni sui luoghi e sulla storia che caratterizza i principali monumenti, ville e castelli, che si alternano a vedute più ampie sulla città. Un viaggio che scopre Voghera e l’Oltrepò sotto una nuova luce, attraverso una visione “dove la terra sfiora il cielo”. Questa pubblicazione fornisce spunti e stimoli per conoscere e apprezzare un territorio spesso considerato marginale, ma che deve necessariamente trovare adeguata collocazione fra i luoghi di maggiore attrattiva turistica e ambientale nel contesto dell’intero Paese.
Matteo Basora
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